Marcia NoTav

Una folla in marcia su una strada, con bandiere bianche che portano un treno barrato di rosso; in prima fila un grande striscione blu dipinto a mano, con un treno ad alta velocità dalle fauci spalancate che divora case, alberi, campi e simboli dell’euro, la scritta rossa «Fermiamolo!!» e sotto «No Tav Valsangone – Collina Morenica»

Sabato 3 ottobre da Sant’Ambrogio ad Avigliana eravamo in tanti. Cittadini, amministratori, associazioni e rappresentanti politici insieme contro la nuova tratta ferroviaria Avigliana-Orbassano.

È una partecipazione importante, ma soprattutto un messaggio molto chiaro: non ha senso aprire nuovi cantieri e occupare altro territorio quando mancano ancora certezze sui finanziamenti complessivi dell’opera, sui tempi della parte francese e sull’effettiva utilità di questa nuova tratta.

Il rischio è spendere altri miliardi di soldi pubblici per costruire un pezzo di infrastruttura che per anni potrebbe restare scollegato dal resto del progetto.

Per questo chiediamo una cosa semplice: prima si chiariscano costi, coperture finanziarie e tempi reali. Poi si decida se aprire nuovi cantieri.

Nel frattempo abbiamo infrastrutture che servono davvero ogni giorno a cittadini, studenti e lavoratori. A Torino dobbiamo completare la Metro 1 e far partire finalmente la Metro 2. In Piemonte dobbiamo investire sulle linee ferroviarie secondarie, aumentare frequenze, affidabilità e collegamenti tra territori che oggi hanno servizi insufficienti.

La vera domanda è questa: con risorse pubbliche limitate, vogliamo continuare a concentrare miliardi su una sola grande opera oppure migliorare concretamente la mobilità quotidiana di milioni di persone?

Noi scegliamo la seconda strada.


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